Responsabilità dell’Amministratore di condominio nella raccolta differenziata

La recente ordinanza n. 29427 del 24 ottobre 2023 emessa dalla Corte di Cassazione ha posto in risalto un importante principio legale che riguarda l’amministrazione condominiale, la raccolta differenziata dei rifiuti e le regole comunali. In questa decisione, la Corte ha stabilito che né l’amministratore condominiale né gli utenti/condomini possono essere soggetti a sanzioni da parte del Comune per infrazioni relative alla raccolta differenziata, basate su regolamenti comunali o ordinanze sindacali.

Il caso che ha portato a questa decisione riguardava una società responsabile della gestione di condomini e il suo amministratore, ai quali era stata inflitta una serie di multe amministrative da 200 a 300 euro ciascuna. Tali sanzioni erano state imposte in base alla presunta violazione degli articoli 18 e 60 della delibera comunale del 2005, che costituisce il regolamento per la gestione dei rifiuti urbani. L’infrazione contestata riguardava l’erroneo smaltimento dei rifiuti differenziati nei contenitori appositi.

Inizialmente, il Giudice di pace aveva respinto l’opposizione presentata dai sanzionati, e successivamente il Tribunale aveva confermato la sentenza del Giudice di pace. Tuttavia, i soggetti interessati avevano deciso di proporre un ricorso in Cassazione, portando la questione davanti ai giudici di legittimità.

La Corte di Cassazione ha quindi affrontato la questione, ribadendo un principio consolidato secondo il quale il principio di legalità si applica anche alle sanzioni amministrative, impedendo che tali sanzioni possano essere direttamente comminate sulla base di disposizioni contenute in fonti subordinate come regolamenti comunali o ordinanze sindacali. In questo caso specifico, mancava una fonte primaria che attribuisse esplicitamente il potere sanzionatorio a soggetti privati, come gli utenti e gli amministratori di condominio, per quanto riguarda l’obbligo di custodire e utilizzare correttamente i contenitori destinati alla raccolta differenziata situati in luoghi di proprietà privata.

La Cassazione ha anche precisato che l’amministratore condominiale non può essere ritenuto responsabile in via solidale insieme ai singoli condomini per la violazione del regolamento comunale riguardante il conferimento irregolare dei rifiuti nei contenitori destinati alla raccolta differenziata situati in luoghi di proprietà condominiale. L’amministratore condominiale può essere chiamato a rispondere solo per le sue azioni o omissioni specifiche e non per la gestione dei beni comuni, poiché non ne ha la disponibilità materiale.

Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha deciso di disapplicare il regolamento comunale per la gestione dei rifiuti contenuto nella delibera del 2005, limitatamente agli articoli 14, comma 7, e 64 e 65, che sanzionavano con importi da €50 a €300 la condotta degli utenti o dell’amministratore di condominio che non rispettavano l’obbligo di custodire, mantenere e utilizzare correttamente i contenitori loro assegnati. La sentenza impugnata è stata quindi annullata, e le spese legali sono state compensate.

Questa importante decisione della Corte di Cassazione conferma il principio del rispetto del principio di legalità nella comminazione di sanzioni amministrative e fornisce una guida chiara sulle responsabilità degli amministratori condominiali e degli utenti nel contesto della raccolta differenziata dei rifiuti e delle regole comunali.

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